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Che cos'è la vitamina D?

La vitamina D favorisce l’assorbimento intestinale del calcio ed è importante per la salute di denti e ossa. L’esame ne rileva i livelli nel sangue, misurandone le due forme: la 25 OH vitamina D (calcidiolo) e la 1-25 OH vitamina D (calcitriolo).

A cosa serve misurare il livello di vitamina D?

Il test misura i livelli di vitamina D nel sangue nelle sue due forme, il calcidiolo e il calcitriolo. Il calcidiolo indica la riserva di vitamina D nell’organismo, mentre il calcitriolo segnala una corretta conversione o meno di calcidiolo in calcitriolo da parte dei reni.

Sono previste particolari norme di preparazione?

Il prelievo si esegue in genere al mattino. Il medico suggerirà se è necessario essere a digiuno.

È doloroso o pericoloso?

L’esame non è né pericoloso né doloroso. Il paziente può percepire il pizzicore dell’ingresso dell’ago nel braccio.

Come funziona l'esame?

L'esame viene effettuato mediante un semplice prelievo di sangue.

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Che cos'è la vitamina B12?

La vitamina B12 è introdotta nell’organismo mediante l’alimentazione ma per un suo corretto assorbimento è necessario il cosiddetto “fattore intrinseco”, una glicoproteina prodotta dalle pareti dello stomaco. Una carenza del fattore intrinseco determina un mancato assorbimento della vitamina B12 e una conseguente anemia perniciosa.

Perché misurare la vitamina B12?

Questa vitamina svolge un ruolo molto importante nel metabolismo della metionina, nella produzione di globuli rossi, nella replicazione del DNA, nella funzionalità del sistema nervoso. Una sua carenza è legata all’insorgenza dell’anemia perniciosa.

Sono previste norme di preparazione?

Il prelievo si esegue in genere al mattino. Il medico suggerirà se è necessario essere a digiuno.

È pericoloso o doloroso?

L'esame non è né pericoloso né doloroso. Il paziente può percepire il pizzicore dell'ingresso dell'ago nel braccio.

Come si svolge l’esame?

L'esame viene effettuato mediante un semplice prelievo di sangue.

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Che cos'è la sideremia?

La sideremia è la concentrazione di ferro nel sangue. Il ferro svolge un ruolo importante per il nostro organismo: una quota si trova nei globuli rossi ed è legata all'emoglobina, una parte si lega alla ferritina e all'emosiderina e rappresenta le riserve di ferro dell'organismo, una terza parte esprime il cosiddetto ferro di trasporto: il ferro dal fegato raggiunge il sangue, si lega alla transferrina ed è trasportato ai vari organi che ne hanno bisogno.

Perché misurare la sideremia?

Il test misura la concentrazione di ferro nel sangue non legato all'emoglobina (il cosiddetto ferro di trasporto) e valuta se i suoi livelli sono nella norma.

Sono previste norme di preparazione?

Il prelievo si esegue in genere al mattino. Il medico suggerirà se è necessario essere a digiuno.

È pericoloso o doloroso?

L'esame non è né pericoloso né doloroso. Il paziente può percepire il pizzicore dell'ingresso dell'ago nel braccio.

Come funziona l'esame?

L'esame viene effettuato mediante un semplice prelievo di sangue.

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Che cosa sono le prove allergiche?

I prick test sono test cutanei per il controllo della reazione allergica a diversi tipi di sostanze: alimenti, veleno di insetti, lattice, polvere e acari, polline, peli di animali, farmaci. Al paziente vengono applicate modeste quantità dell'allergene della sostanza sospettata di provocare la reazione. L'applicazione avviene solitamente sull'avambraccio interno, favorendone la penetrazione nella pelle con graffi leggeri o punture di spillo (con piccoli aghi sterili) quasi impercettibili. Se in corrispondenza dell'applicazione si verifica un'eruzione cutanea, sotto forma di rash, pomfi o chiazze rosse, il paziente è molto probabilmente positivo a quel tipo di allergene e può essere formulata una diagnosi.  I test allergici non danno la certezza completa delle cause scatenanti l'allergia. Sono possibili risultati dubbi o errati (falsi positivi) e spesso c'è una relazione tra reazione allergica e altre patologie.

A cosa servono le prove allergiche?

I prick test consentono di formulare una diagnosi di allergia a una o a più sostanze. Il primo scopo è quello di individuare con precisione i fattori che scatenano la reazione allergica, così da consentire al paziente di mettere in atto tutte le misure, alimentari o personali, per tentare di evitare il contatto con gli allergeni. La diagnosi permette anche di pianificare degli interventi terapeutici per tentare di desensibilizzare il paziente nei confronti degli allergeni e di prescrivere farmaci appropriati per il controllo dei sintomi.

Sono previste norme di preparazione?

Tutte le informazioni sulla preparazione ai prick test sono fornite dall'allergologo all'atto della visita che deve precedere l'esecuzione dell'esame. In quella sede vengono fornite indicazioni sulla sospensione dell'uso di farmaci (come gli antistaminici) che potrebbero alterare i risultati dell'esame.

Chi può effettuare le prove allergiche?

La maggior parte dei test possono essere condotti senza controindicazioni su tutti i pazienti. Bisogna riservare particolare attenzione nei casi in cui i pazienti abbiano avuto reazioni particolarmente severe al contatto con allergeni alimentari per il rischio di shock anafilattico. Per questo va assolutamente evitato il ricorso a test acquistati online e condotti autonomamente.

Le prove allergiche sono pericolose o dolorose?

L'esame non è doloroso, i graffi leggeri o le punture con piccoli aghi sterili, utili a favorire il contatto tra pelle e allergeni, possono provocare un lieve fastidio. Il test potrebbe invece causare i sintomi tipici dell'intolleranza studiata (eruzioni cutanee, pomfi, gonfiore addominale, diarrea, problemi respiratori), solitamente di modesta entità considerato l'uso di quantità minime della sostanza sospetta. Gli episodi di reazioni gravi sono rarissimi e in ogni caso il personale sanitario dispone dei farmaci e della preparazione specialistica necessari a intervenire per bloccare gli eventi più rischiosi.

Come funzionano le prove allergiche?

Il test cutaneo viene condotto in ambulatorio. È rapido e semplice. Al paziente viene chiesto di scoprire l'avambraccio per consentire l'applicazione di piccole quantità di allergeni. L'infermiere che esegue il test provvede a effettuare dei graffietti superficiali o delle piccole punture con un ago sterile per favorire la penetrazione degli allergeni nella pelle e a contrassegnare ogni applicazione con il tipo di sostanza usata per individuare l'eventuale reazione allergica. Il test dura da 20 a 40 minuti, durante i quali si monitora la presenza di eventuali manifestazioni cutanee che facciano sospettare l'allergia.

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Che cos'è la proteina C reattiva?

La proteina C reattiva è un glicoproteina che normalmente non è presente nel sangue; è prodotta dal fegato in risposta a processi infiammatori dovuti per esempio a infezioni o a traumi. La proteina C reattiva scompare dall’organismo superata la fase acuta dell’infiammazione.

Perché misurare la proteina C reattiva?

La proteina C reattiva è la prima ad aumentare in seguito a un processo infiammatorio nell’organismo; è pertanto un indice importante di infiammazione.

Sono previste norme di preparazione?

Il prelievo si esegue in genere al mattino. Il medico suggerirà se è necessario essere a digiuno.

È pericoloso o doloroso?

L'esame non è né pericoloso né doloroso. Il paziente può percepire il pizzicore dell'ingresso dell'ago nel braccio.

Come si svolge l’esame?

L'esame viene effettuato mediante un semplice prelievo di sangue.

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